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14 aprile 2026 – Le aziende stanno ridefinendo il modo in cui parlano di net zero, ma rimangono impegnate nella decarbonizzazione e consapevoli dei costi dell’inazione, secondo il temperature check 2026 condotto nei Paesi del G7 da BSI.
Con l’aumento dell’instabilità geopolitica e la crisi petrolifera che accresce l’attenzione sulla sicurezza energetica e sulla transizione alle energie rinnovabili, lo studio mostra che tre leader aziendali su quattro (74%) ritengono che i rischi economici della mancata transizione siano superiori a quelli della transizione stessa. Questo fa parte di una tendenza più ampia delle imprese a “codificare il clima”: riformulare il net zero in termini di resilienza, gestione del rischio e continuità operativa, invece di guardare esclusivamente all’impatto ambientale.
La ricerca, condotta nel febbraio 2026, mostra che i leader aziendali sono consapevoli della necessità di misure di adattamento climatico e di resilienza. In Italia, l’81% ha espresso preoccupazione per i costi futuri e per la capacità di tenuta del proprio business qualora non si preparasse al cambiamento climatico, mentre il 77% ha affermato che i costi della transizione sono più che compensati dai benefici a lungo termine. Il 71% concorda che il cambiamento climatico potrebbe interrompere la propria supply chain (la percentuale più bassa a livello globale), mentre tre su quattro (74%) hanno dichiarato che i propri sforzi per il net zero sono importanti per la resilienza futura. Nonostante ciò, solo la metà (51%) ha effettuato una pianificazione di adattamento ai cambiamenti climatici e la stessa percentuale (51%) ha investito nell’approvvigionamento di energia rinnovabile (dato più basso a livello globale).
La ricerca evidenzia chiaramente i costi dell’incertezza politica e delle tensioni geopolitiche. Quasi quattro leader aziendali italiani su cinque (79%) affermano che l’incertezza normativa sul net zero rende difficile investire con fiducia. In generale, la polarizzazione del dibattito è percepita come una distrazione poco costruttiva; l’81% desidera che il governo incoraggi e supporti le imprese sul percorso verso il net zero. I leader aziendali italiani stanno comunque abbracciando una visione pragmatica e di lungo termine: il 78% prevede che il net zero tornerà a essere una priorità politica nel prossimo decennio, anche se oggi non lo è per tutte le forze politiche.
In linea con ciò, i leader aziendali del G7 non rinunciano all’azione ma stanno piuttosto rivedendo la narrativa relativa al net zero. In Italia il 62% indica di aver modificato il modo in cui la propria azienda promuove o comunica le iniziative legate al net zero, in risposta allo scetticismo climatico sui media o nel dibattito politico degli ultimi 12 mesi. Si tratta di una percentuale molto più alta rispetto al 28% che ha riferito di aver modificato i propri piani a seguito dei cambiamenti nel sostegno politico. Le decisioni vengono infatti influenzate da molteplici fattori e non unicamente dal contesto politico: il 75% indica che continuerà a perseguire il net zero indipendentemente dall’incertezza politica perché è positivo per il business, mentre il 76% afferma che, a prescindere dalla politica, è guidato dalle aspettative di clienti e committenti.
Complessivamente, l’81% dei business leader italiani si dichiara impegnato a raggiungere il net zero entro quanto stabilito dal target nazionale, e il 77% afferma che è importante mantenere lo slancio. Oltre tre quarti (77%) sostengono che, anche se gli obiettivi fossero difficili da raggiungere, la decarbonizzazione dovrebbe comunque essere una priorità. Tuttavia i dati mostrano un certo cambio di prospettiva: un terzo delle imprese italiane (33%) ha rivisto i propri obiettivi. Questo cambiamento riflette l’adattamento delle aziende alle realtà di mercato, regolando il modo in cui perseguono gli impegni net zero piuttosto che abbandonarli.
Susan Taylor Martin, Chief Executive, BSI, ha dichiarato:
“I recenti eventi geopolitici hanno messo brutalmente in luce la necessità di sicurezza energetica e il ruolo fondamentale svolto da energia rinnovabile e a basse emissioni. Hanno inoltre mostrato l’importanza, quando si parla di cambiamento climatico, dell’adozione di una mentalità orientata alla resilienza che si concentra sulla mitigazione dei rischi, sulla gestione della supply chain e sulla preparazione futura. Emerge chiaramente che molti leader aziendali stanno già ragionando in questi termini e hanno riconosciuto che il costo del mancato investimento nel net zero potrebbe minacciare le loro attività nel lungo periodo. Il prossimo passo è colmare il divario tra ambizione e azione attraverso misure di adattamento ai rischi climatici.
Incertezza e disruption sono ormai i tratti distintivi dell’economia globale. Il ruolo di BSI è fornire chiarezza, coerenza e fiducia attraverso gli standard, mentre le organizzazioni di tutto il mondo affrontano la transizione verso un futuro net zero.”
Per maggiori informazioni e per accedere alla ricerca completa, cliccare qui.
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Informazioni sulla ricerca
La ricerca è stata condotta da Censuswide nel febbraio 2026, su un campione di 7.068 leader aziendali nei Paesi del G7 (Regno Unito, Stati Uniti, Francia, Germania, Italia, Canada, Giappone). I dati sono stati ponderati sulla base del profilo del tessuto imprenditoriale di ciascun Paese, in particolare in termini di dimensione / numero di dipendenti, per garantire che i dati complessivi riportati siano rappresentativi a livello nazionale.
Informazioni su BSI
BSI è una società di normazione e certificazione che collabora con oltre 77.500 clienti a livello globale in molteplici settori industriali. BSI dà alle organizzazioni la sicurezza necessaria per crescere, aiutandole ad affrontare i temi più urgenti - dal cambiamento climatico alla fiducia nell’intelligenza artificiale - al fine di accelerare il progresso verso una società equa e un mondo sostenibile.
Da oltre un secolo BSI è riconosciuta per l’impatto positivo che ha sul business e sulla società, contribuendo ad accrescere la fiducia e a migliorare le vite delle persone. Oggi BSI collabora con una comunità globale forte di 15.000 membri tra esperti, gruppi di settore e di consumatori, organizzazioni e governi, per realizzare il proprio purpose aiutando i clienti a raggiungere il loro.
BSI è designata dal Governo del Regno Unito come National Standards Body e rappresenta gli interessi britannici presso l’International Organization for Standardization (ISO), l’International Electrotechnical Commission (IEC) e le organizzazioni europee di standardizzazione (CEN, CENELEC ed ETSI).