La Data protection durante il COVID-19

Conor Hogan,

 

Senior Manager | Cyber, Risk and Advisory

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In questo articolo si tratta dell’equilibrio precario che le autorità di sanità pubblica e le aziende stanno vivendo mentre, nel cercare di reagire in maniera utile e funzionale al benessere pubblico, devono anche essere conformi alle norme per la protezione dei dati nei loro piani di risposta alla crisi provocata dal virus Covid-19.

La crisi Coronavirus (Covid-19) è senza precedenti. Dopo che il virus è stato dichiarato una pandemia lo scorso 11 marzo dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’intensificazione e la diffusione dei contagi nel mondo ha messo a dura prova le nostre società a tutti i livelli: governi, aziende e vita privata.

Mentre Paesi e governi organizzano piani di contenimento e rallentamento dei contagi, aziende – piccole e grandi – stanno vivendo una situazione di “new normal”. I governi hanno imposto chiusure e distanziamento sociale, che hanno portato ad una visibile riduzione degli spostamenti, sia internazionali che domestici. Inoltre, molteplici attività ricreative sono state sospese.

La dura realtà è che le prossime settimane, mesi probabilmente, peseranno inesorabilmente sulle attività locali, centri commerciali, attività sportive, probabilmente molte aziende saranno costrette a chiudere, accelerando il processo di recessione economica globale.

Oltre alle sfide in ambito commerciale, pesano sulle aziende anche le problematiche relative alla sicurezza e protezione dei dati, cui ora è necessario dedicare particolare attenzione, soprattutto per supportare le attività in un simil business-as-usual che tenga in considerazione la ridotta forza lavoro, le conseguenze del remote-working, le problematiche sulla supply chain, la diminuzione delle vendite e la ridefinizione dei piani di crescita.